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Saggio SENZATOMICA

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In data 08/02/2017, le classi seconde, dell'indirizzo Tecnico Finanza e Marketing, hanno partecipato ad un'uscita didattica presso la mostra "SenzAtomica", organizzata dall'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, in collaborazione con ICAN. A seguito di tale visita, la classe 2ATM, con la supervisione dell'insegnante di lettere (Prof. La Mantia Salvatore), ha lavorato in gruppo alla stesura di un Saggio ad indirizzo Storico-Scientifico sull'argomento in oggetto.
 
Segue il saggio.
 

SenzaAtomica

Trasformare lo spirito umano per un mondo libero da armi nucleari

L’associazione ICAN (International Compaign to Abolition Nuclear weapons) è un’alleanza globale di organizzazioni non governative che lavorano per implementare, promuovere e favorire l’adesione al Trattato per la proibizione e l’eliminazione delle armi nucleari.

L’Istituto Buddista Soka Gakkai, con l’obbiettivo di creare un movimento di opinione per la ratifica da parte di tutti gli Stati del trattato per la Proibizione delle Armi Nucleari, approvato all’ONU, dal 7 luglio 2017 organizza la mostra SenzAtomica. Il messaggio che vuole diffondere è “trasformare lo spirito umano per un mondo libero da armi nucleari”.

La mostra si focalizza su cinque differenti ambiti, i quali intendono figurare un percorso cronologico che va dalla condizione attuale di rischio all’utopica risoluzione del problema.

Per esprimere in modo efficace l’urgenza del rischio nucleare, attraverso una metafora immediatamente comprensibile, la Federation of Atomic Scientists ha scelto di indicare, tramite le lancette di un orologio, quanti minuti rimangano prima della mezzanotte antecedente al giorno del giudizio. Il Doomsday Clock è stato ideato nel 1945 dagli scienziati della rivista Bulletin of the atomic scientists dell’Università di Chicago. La prima indicazione risale al 1947 e fissava a sette minuti dalla mezzanotte il grado di rischio.

Dal 1947 ad oggi, si contano 23 spostamenti in base al termometro politico-sociale internazionale, che tende a fotografare la capacità di superare il confronto nucleare e i rischi di nuovi conflitti. La massima allerta è stata segnalata nel 1953, ponendo le lancette a 2 minuti, con la decisione di procedere allo sviluppo delle armi termonucleari e la conseguente guerra fredda, aggravata dall’elezione alla presidenza degli Stati Uniti di Dwight Eisenhower e di Nikita Krusciov alla guida dell’Unione Sovietica.

Il momento di maggior stabilità e sicurezza si registra nel 1991, coincide con la fine della guerra del Golfo (28 febbraio 1991) e con le lancette a 17 minuti dalla mezzanotte.

 Il 25 gennaio 2018 l’orologio è stato posizionato a 2 minuti: a causa delle tensioni politiche tra gli Stati Uniti e la Corea del Nord, protagoniste di retoriche provocazioni che hanno aumentato la possibilità di una nuova guerra nucleare; Pakistan e India hanno continuato a costruire armi nucleari sempre più potenti; Stati Uniti e Russia, in disaccordo ai precedenti trattati, hanno proseguito i loro test nucleari fuori dai confini della NATO.

L’accezione odierna del termine sicurezza differisce parecchio dal suo significato reale. Viene spesso legato al concetto di “violenza”, dimenticando che quest’ultimo è soltanto una conseguenza della mancanza dei diritti fondamentali per la sopravvivenza umana, quali acqua, cibo, igiene, sanità, istruzione e lavoro. In assenza di tali presupposti vengono a mancare le condizioni base per la sicurezza.

Il progetto Manhattan fu la denominazione data ad un programma di ricerca e sviluppo in ambito militare, che portò alla realizzazione delle prime bombe atomiche durante la seconda guerra mondiale. Fu condotto dagli Stati Uniti d’America, con il sostegno di Regno Unito e Canada, diretto dal fisico americano Robert Oppenheimer e iniziò con poche risorse, nel 1939, crebbe fino ad occupare più di 130 mila persone ed ebbe un costo di quasi 2 miliardi di dollari americani.

La bomba A (atomica) è un dispositivo bellico il cui funzionamento è basato sulla fissione nucleare o sull’esplosione di atomi pesanti. Durante la reazione, ogni atomo si divide in due, generando un’enorme quantità di energia che provoca calore e un immenso effetto di scoppio, che genera una soglia massima di 10 megatoni (10 milioni di tonnellate di tritolo).

La bomba H (idrogeno), realizzata da Edward Teller, può essere considerata un’evoluzione più potente della bomba atomica, basata sul processo di reazione a catena di fissione nucleare. Per innescare questo iter, che libera energia e calore a temperature elevatissime, è necessaria però l’esplosione di una bomba A che viene accoppiata ad una bomba H. Un ordigno di questo tipo sviluppa un’energia distruttiva superiore, capace di raggiungere i 100 megatoni.

La difficile decisione di gettare la bomba atomica in Giappone, toccò al neoeletto presidente Harry S. Truman. L’idea era quella di far terminare in fretta la guerra col Giappone, ma fu certamente anche una prova di forza nei confronti del potente alleato sovietico. La prima bomba atomica, nome in codice “Little Boy”, venne sganciata sulla città di Hiroshima il 6 agosto del 1945; la seconda, “Fat Man”, tre giorni dopo, su Nagasaki. Il bilancio delle vittime fu di 140 mila, in gran parte civili. Il 14 agosto il Giappone si arrese.

Setsuko Nakamura è una testimone sopravvissuta all’esplosione di Hiroshima, “La mattina del  6 agosto 1945, durante una riunione di lavoro, alle 8 e un quarto ho visto una luce bluastra dalla finestra, come se fossero esplosi mille flash contemporaneamente. Poi il mio corpo ha iniziato a galleggiare attraverso l’aria”.

Il 9 luglio 1955, a Londra, viene presentato il più importante documento sulla pericolosità delle armi nucleari per il genere umano, ideato dal filosofo-matematico Bertrand Russell e il fisico tedesco Albert Einstein. Nel Manifesto si parla di pensare all’argomento delle armi nucleari come umanità e non come singolo paese o diversa etnia. Viene sottolineato che tutti quanti siano in pericolo, ma che esiste anche possibilità di evitarlo.

Sia gli scienziati che la gente comune vengono chiamati a sottoscrivere la Risoluzione, nella quale si invitano i governi dei vari Paesi a dichiarare pubblicamente che i loro scopi e le loro controversie internazionali non possano essere risolti attraverso una guerra mondiale.

Per disarmo nucleare si fa riferimento alla liberazione del mondo dalle armi nucleari. Il possesso di arsenali nucleari da parte degli Stati ha rappresentato una costante minaccia durante la guerra fredda, e fino alla caduta del muro di Berlino del 1989, era pressoché limitato alle due grandi potenze USA e URSS. Oggi invece gli arsenali nucleari sono una prerogativa di un numero sempre più alto di paesi.

Nel 1963 viene firmato il Partial Test Ban Treaty, un primo trattato che tenta di regolamentare le armi nucleari, imponendo alle due potenze USA e URSS, di effettuare i test atomici solamente nel sottosuolo. Nel 1968 viene, invece, redatto il primo documento che apre l'era del disarmo: il Treaty on the Non-Proliferation of Nuclear Weapons  (TNP).

Considerato la pietra miliare del disarmo, il TNP si propone di limitare la diffusione di armi nucleari al di fuori dei cinque paesi che già le possiedono, USA, URSS, Francia, Gran Bretagna e Cina. Alla sua base ci sono tre principi: disarmo, non proliferazione e uso pacifico del nucleare.

Il trattato proibisce agli Stati firmatari, che non possiedono armi nucleari, di procurarsi tali armamenti e agli Stati nucleari di fornire loro tecnologie atomiche belliche. Impegna altresì le cinque potenze a portare a conclusione negoziati efficaci, in buona fede, per giungere al disarmo generalizzato. Inoltre, viene stabilito che il trasferimento di tecnologie nucleari per scopi pacifici deve avvenire sotto il controllo dell’Agenzia internazionale per l’Energia Atomica - AIEA, creata nel 1957.

Il trattato TNP fu sottoscritto da Usa, Regno Unito e Unione Sovietica il 1° luglio 1968 ed entrò in vigore il 5 marzo 1970. Francia e Cina - che già possedevano armi nucleari - aderirono solo nel 1992. Dalla sua entrata in vigore, il TNP viene sottoposto a delle conferenze di riesame con scadenza quinquennale.

Attualmente quattro paesi, ritenuti potenze nucleari, ancora non aderiscono: Israele, India, Pakistan, e la Corea del Nord, che ha ritirato la firma nel 2003.

ICAN collabora direttamente con la PNND (Parlamentarians for Nuclear Non-proliferation and Disarmer), una rete internazionale di oltre 800 parlamentari provenienti da circa 80 stati per la prevenzione della proliferazione nucleare e per promuovere il disarmo. Questa rete permette ai parlamentari di condividere informazioni e risorse, sviluppare strategie di cooperazione, e ottenere contatti e sostegno nell’ambito di queste tematiche. I parlamentari possono promuovere il disarmo nucleare in diversi modi; ad esempio, tramite la legislazione, le mozioni e i dibattiti, le proposte del governo e la partecipazione di delegazioni ai forum e organizzazioni internazionali. La PNND collabora con varie organizzazioni e reti internazionali tra le quali, ad esempio, le Nazioni Unite.

Ripensando alle parole di Albert Einstein, ragionando come umanità e non come singoli individui, “ci attende, se sapremo scegliere, un continuo progresso di felicità, conoscenza e saggezza. Dovremmo invece scegliere la morte, perché non riusciamo a rinunciare alle nostre liti? Facciamo un appello come esseri umani ad altri esseri umani: ricordate la vostra umanità e dimenticatevi del resto. Se riuscirete a farlo si aprirà la strada verso un nuovo Paradiso; se non ci riuscirete, si spalancherà dinanzi a voi il rischio di un’estinzione totale.”

A cosa serve ricordare e dare voce ai testimoni diretti? Serve per non permettere che quanto è successo accada di nuovo.

“Questo è il motivo per cui ne parlo. Questo il motivo per cui racconto la mia storia. Questo è quello che ho visto”, Setsuko Nakamura.

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